AICW: Intervista a Giorgio Giorgi

Intervista al romano Giorgio Giorgi, fresco Campione Italiano Overall, la speciale classifica AICW che premia l’atleta che ha realizzato il punteggio più alto totalizzando i punti conquistati nelle varie discipline. Giorgio, 37 anni, vive in Sardegna e lavora nella Polizia di Stato.
Pratica il windsurf fin da quando era piccolo.

Allora Giorgio, Com’è iniziata la tua passione per il windsurf?
All’eta’ di 7-8 anni vidi dei surfisti tedeschi fare windsurf durante una mareggiata al lido di latina, erano molto bravi ed io mi innamorai subito di questo sport. Non vedevo l’ora di crescere e diventare piu’ forte per iniziare a navigare nel mare. Nel 1986 all’eta’ di 11 anni, comprai una tavola insieme alle mie sorelle e iniziai nelle acque laziali di Sabaudia. All’epoca si usavano ancora i boma senza maniglia a chiusura rapida e ricordo ancora che dopo mezz’ora di windsurf dovevo legare e strigere di nuovo il boma all’albero. La mia tavola pesava 25 kg!

Quali sono i tuo SPOT preferiti per gareggiare?
La Sardegna e la Sicilia. Perche’ amo il mare, soprattutto con le onde ed il vento forte. E’ cosi’ vivo da farmi venire i brividi solo a guardarlo. Non prediligo i laghi con vento leggero. Mi piacciono molto le condizioni estreme, soprattutto per lo slalom.

All’estero?
Non ho fatto molte gare all’estero. Non potevo permettermelo perche‘, come sappiamo tutti, serve un grande sostegno economico. Ricordo con piacere, a parte il freddo, un campionato mondiali formula a Sylth, in Germania, con onde grandi e vento forte. Mi vengono ancora in mente quelle regate con 35 nodi. Io e Menegatti durante una prova non riuscimmo ad entrare in mare perche’ il set di onde di shore break non ce lo permise. Una dopo l’altra, alte 3 – 4 metri ognuna , eppure avevamo la partenza li’, di fronte a noi a 200 metri da terra. Non era facile. Ma noi ci provavamo continuamente… Ed infine capii come mai cosi tanti “campioni” non provavano nemmeno ad entrare in mare… Avevano paura!!!

Hai anche una sorella che fa regate, Emanuela, in slalom..
Si Ema, la mia sorellona. E’ una tosta, da “ventone” come me. Quando ci sono 10-12 nodi entra nel panico, perche’ dice che quello non e’ windsurf. Per fortuna mi ascolta molto sul materiale da usare. Purtroppo non riesce mai ad allenarsi quanto vorrebbe, divisa come’e’ tra il lavoro (anche lei e’ in polizia) e l’attivita’ di mamma. Inoltre lei non vive in sardegna, come me, quindi la possibilita’ di avere tutti i giorni vento e’ minore. E’ determinata e caparbia, e sono sicuro che riuscira’ a conquistare nuovamente il titolo italiano femminile slalom, non appena potra’ regatare con un bel ventone… Nel frattempo… Dai Ema continua ad allenarti !!!

Tra le tante che pratichi, quale rimane la tua disciplina preferita?
Tutte. Potrei dire il Wave perche‘ e ‘ bellissimo se ci sono le condizioni giuste; preferisco lo slalom quando il vento e’ forte e meglio ancora se con mare formato. Il formula invece e’ la pura essenza della regata, anche per uscite in solitario e’ una bellissima disciplina, perche’ navighi per ore e raggiungi spiagge e scogliere come con una barca a vela, e’ il puro cruising. Ha molto fascino questo tipo di attrezzatura. Mi piace fare windsurf per vivere il mare pienamente, la differenza con qualsiasi imbarcazione e’ nel fatto di sentire il vento fra le mani, ed ogni sigola onda pulsare proprio sotto i piedi. Come regatante trovo riduttivo praticare solo una singola disciplina, senza desiderare di uscire in mare e viverlo con l’attrezzatura adeguata per quella specifica condizione meteo marina.

Come ci si sente da Campione Italiano Overall?
E’ bello esserlo, un obiettivo che cercavo da anni. Non nascondo che avrei voluto anche un titolo di specialita’ e magari se in alcune regate le compagnie aeree non mi avessero perso l’attrezzatura sarebbe stato piu’ facile regatare ! Ho il rammarico del titolo slalom master, vistomi sfilare sotto gli occhi grazie ad alcune decisioni dei giudici un po’ dubbie. Poi pero’ e’ arrivato il titolo overall che, per me, e’ ben piu’ importante.

Per quanto riguarda il tuo impegno nella Polizia di Stato, quanto è difficile conciliare il tuo lavoro con gli allenamenti e le gare?
Molto, anzi moltissimo. Far parte della polizia significa che prima di tutto viene il lavoro. Poi si puo’ andare a fare regate. Certo per me cambierebbe tutto se facessi parte del gruppo sportivo. Potrei allenarmi e fare regate con piu’ serenita’, cosa fondamentale per un atleta. Al momento purtroppo nel gruppo sportivo e’ riconosciuto il windsurf solo con la classe olimpica rs:x, ma spero quanto prima di poterne far parte anch’io. Durante l’ultima regata dell’anno scorso, molti atleti mi dicevano: “dai andiamo quest’inverno tre mesi in Sud Africa, oppure alle Canarie ad allenarci, poi torniamo seguiamo le otto tappe della coppa del mondo, facciamo le regate italiane, e poi magari qualche mondiale assoluto”. Io ridevo pensando: “Si, sarebbe bello, ma poi chi lavora al mio posto?” Certo ora essere Campione italiano Overall potrebbe essere un bel biglietto da visita per entrare nel gruppo. Speriamo. Guardo comunque il lato positivo: avere tanti paletti nelle regate mi rende piu’ battagliero in acqua! E vivendo in Sardegna ho sempre la possibilita’ di allenarmi bene.

Tu sei originario di Roma, da quanto tempo vivi in Sardegna e perché il trasferimento?
Da bambino avevo tre sogni.. 1°: vivere su un isola tipo quella hawaiiana del telefilm di Magnum PI. 2°: fare il lavoro di ponciarello nel telefilm poliziesco dei Chip’s 3°: fare windsurf se mi fossi trasferito alle Hawaii sicuramente non avrei potuto “emulare” Ponciarello dei Chip’s… Scherzi a parte, amo la Sardegna, e’ un’isola meravigliosa. Si vive molto bene qui e poi il popolo sardo una volta che ti accoglie ti da’ il cuore. In sardegna vivo dal 2004 e oramai la sento casa mia, se sono via per piu’ di 15 giorni mi manca. Quando mi alleno a Stintino, fra l’isola piana e quella dell’Asinara, mi viene sempre la pelle d’oca dalla bellezza del posto: l’odore del mirto in mare, i colori dell’acqua, la varieta’ del paesaggio fra una caletta e l’altra, sono sensazioni che si uniscono a quelle che gia’ il windsurf ci regala, rendendo un semplice allenamento una giornata bellissima.

Con quali materiali hai gareggiato nel 2011 e quali sono i tuoi obiettivi per il 2012?
Uso solo materiali made in italy. Al 360 per i boma, challenger sails per le vele, drops per le tavole. Con queste aziende collaboro da molti anni allo sviluppo delle attrezzature. Con “al 360”, collaboro direttamente con francesco cominardi. Non lasciamo niente al caso, studiamo ore ed ore ogni qualsiasi piccola miglioria sui boma e sulle prolunghe. “challenger”, per le vele, e’ un marchio che siamo ormai in molti ad utilizzare. Le vele sono in continuo sviluppo. Grazie anche a Claudio Badiali, Mario Maniero ed Andrea Baldini (campione europeo Speed) abbiamo alcune tra le migliori vele in commercio. Tutto frutto di un lavoro pieno di passione che dura da piu’ di 20 anni. Per “Drops“, invece mi occupo completamente dei test di tutte le tavole slalom e freeride direttamente io; il grande Mario Vinti e’ tornato ad essere lo shaper di un tempo e credo che stiamo facendo un gran bel lavoro su tutta la produzione.

Cosa pensi del lavoro svolto da AICW nel 2011 e cosa ti aspetti per il 2012?
Che lavoro duro ed ingrato ragazzi !!! Stimo molto Carlo Cottafavi per l’impegno e la dedizione che ci mette. Nel 2011 ha fatto un gran lavoro, cercando nuovi sponsor per tutto il circuito. Purtroppo ci sono state alcune regate con polemiche a causa del livello ancora troppo poco professionale degli atleti italiani. questo atteggiamento potrebbe non aver giovato molto all’immagine del nostro sport, ma credo che la strada giusta sia stata intrapresa. E’ vero, ci sono stati anche giudici che hanno sbagliato alcune decisioni e valutazioni durante le regate. Ma questo non toglie nulla al fatto che il primo dovere di ogni atleta e’ accettare tali decisioni. Carlo Cottafavi comunque e’ da premiare con un 10 e lode per l’impegno. Il consiglio che sento di dargli e’ quello di non scoraggiarsi perche’ il windsurf in Italia e’ rappresentato dalla AICW e sono certo che il lavoro che sta’ facendo sara’ ripagato da un numero sempre crecente di nuovi atleti. Basti vedere quante nuove giovani leve stanno arrivando dalla classe Techno 293… quindi “forza presidente e continua cosi’”.

Un consiglio ed un ringraziamento?
Intanto saluto tutti i miei colleghi ai quali dico fin da ora di allenarsi duro in piu’ discipline, perche’ il titolo italiano 2012 non ho proprio intenzione di lasciarlo a nessuno!! Ringrazio infine la mia fidanzata e tutti gli amici della sardegna per avermi sempre supportato. (ndr) nei giorni scorsi Giorgio è stato colpito negli affetti dalla improvvisa scomparsa del suo carissimo amico Gigi, proprio mentre si allenavano nelle acque della Sardegna. A lui, ed ovviamente alla famiglia di Gigi ed agli amici, un forte abbraccio di tutta l’AICW.

Intervista pubblicata su: http://www.aicw.it/index.php?option=com_content&view=article&id=368%3Aintervista-a-giorgio-giorgi&catid=11%3Aflash-news&Itemid=55

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